Una grande mostra dedicata al Divisionismo racconta uno dei momenti di più radicale rottura nella ricerca artistica italiana tra Ottocento e Novecento. Un viaggio nella pittura tra luce, colore e sperimentazione che rivela l’attualità di un linguaggio capace di superare i propri confini e reinventarsi nel tempo.
"Divisionismo 1900-1930. Il segno dell’avanguardia in Italia", a cura di Niccolò D’Agati e Sergio Rebora, è l'esposizione che prende forma negli spazi di Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero. Due sedi vicine per una narrazione ampia e articolata che racconta la trasformazione del Divisionismo da fenomeno prevalentemente lombardo e piemontese a linguaggio nazionale, capace di influenzare profondamente le nuove generazioni di artisti.
Attraverso oltre 150 opere, il progetto propone una rilettura del Divisionismo concentrata sulla sua evoluzione nel ventesimo secolo, quando si afferma come uno dei linguaggi più innovativi della ricerca d’avanguardia. Il percorso della mostra va dai capolavori di capolavori di Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Vittore Grubicy de Dragon, Emilio Longoni, Plinio Nomellini, fino a protagonisti come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Luigi Russolo e Guido Marussig.
La mostra è organizzata da Palazzo Gromo Losa Srl, società strumentale della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, e Dario Cimorelli Editore, in collaborazione con il Comune di Biella, Palazzo Ferrero - Fondazione Accademia Perosi ets e Biella Città Creativa Unesco, con il sostegno del Gruppo Banca di Asti.
Aperture straordinarie nei giorni festivi: 8 dicembre, 26 dicembre, 1° e 6 gennaio, 28 e 29 marzo 10.00-19.00.
25 dicembre chiuso
Ultimo ingresso ore 18.00. Il giardino di Palazzo Gromo Losa chiude alle 17.00
Biglietteria a Palazzo Gromo Losa in Corso del Piazzo, 22/24. Biglietto unico d’ingresso per le due sedi espositive
Info: visit@palazzogromolosa.it; +39 015 0991868
Info e prenotazioni scuole e gruppi: palazzogromolosa@coopculture.it.
