La Galleria Febo e Dafne presenta l'ultimo e sorprendente capitolo della ricerca di Pier De Felice: Pottery Invaders, una mostra che non è una rottura con il passato ma la naturale e ironica evoluzione di un percorso artistico da sempre incentrato sulla memoria della materia, la sostenibilità e la riscoperta poetica della quotidianità. Il lavoro di De Felice si è sempre sviluppato per stratificazioni, sia fisiche che concettuali. Lo abbiamo visto nel ciclo Assemblages, dove i materiali di recupero diventavano organismi nuovi, e lo abbiamo ritrovato in Sottopelle, dove il punteruolo incideva il supporto e la resina accoglieva parole, frammenti musicali e visioni intime, curando le ferite dell'uomo e del pianeta attraverso la perseveranza del mondo vegetale. Se in Piccoli spiragli di poesia la realtà si trasformava in un universo intimo e segreto e in Pottery Dancers la ceramica si muoveva in una danza silenziosa e leggera nello spazio, oggi assistiamo a un vero e proprio cortocircuito visivo.
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