"Il Mondo messo a fuoco", personale del pittore vivente Giulio Lucente, è la nuova mostra della rassegna Govone Arte: le sale del Castello Reale, patrimonio Unesco, diventano così il luogo di un dialogo tra spazi storici e sensibilità contemporanea.
Giulio Lucente, nato in Calabria nel 1957 ma attivo in Piemonte, è un apprezzato artista che da anni sviluppa una ricerca pittorica approfondendo il rapporto tra uomo, natura e memoria.
La mostra propone una selezione di opere che raccontano una visione personale del paesaggio naturale. Alberi, boschi e vegetazione diventano protagonisti di una narrazione che supera la semplice rappresentazione per trasformarsi in esperienza emotiva e riflessione sul tempo.
Giulio Lucenete è stato influenzato, nei suoi esordi, dalla pittura informale novecentesca di Ennio Morlotti ispirata alla natura; successivamente, soi lasciato ispirare dalla forza espressiva dell'artista tedesco Anselm Kiefer, costruendo poi progressivamente un linguaggio stilistico autonomo.
Il linguaggio di Giulio Lucente è caratterizzato da un uso materico del colore e da una pittura fortemente evocativa. Per l'artista, il lavoro creativo nasce prima di tutto dall'incontro con la natura e dall'esperienza diretta del paesaggio: "
Afferma l'artista: "Il lavoro è una concatenazione di esperienze, di incontri e confronti per l'arricchimento della personalità. In particolare, la relazione con la natura mi arricchisce come uomo e come pittore, perché richiede di confrontarsi, informarsi e capire quale mondo si va a rappresentare".
Come scrive il critico Valerio Miroglio nel catalogo "Animula Vagans", la pittura di Lucente è un viaggio che nasce dalla relazione tra artista, mondo e conoscenza, capace di trasformare la natura in un'esperienza che coinvolge memoria, mito e percezione.
Con questa nuova esposizione, Govone Arte conferma la propria vocazione a valorizzare il Castello Reale come luogo di produzione culturale, capace di accogliere e mettere in relazione linguaggi artistici differenti.
Ultimo ingresso alla mostra mezz’ora prima della chiusura.
