Acquerelli tra i fossili, al Museo Paleontologico di Asti, nella mostra “Echi di un mondo perduto” dell'artista contemporanea Floriana Porta. In una trentina di opere su carta, la pittrice torinese fa convivere ciò che le è caro: lo spirito femminile, l’impronta della natura, l’essenza di un lontano passato, quello del Mare Padano, a cui rende omaggio con pennellate blu indaco.
La presidente del Parco Paleontologico Astigiano, Sara Rabellino, ha personalmente scelto l’immagine, “In ascolto della natura selvatica” per la locandina della mostra : una donna è attenta a captare ogni minimo suono, forse un segreto, mentre le felci si allargano armoniosamente intorno a lei.
Nel mondo di pennellate colorate create da Floriana Porta, ritratti di donne, simbolo di fertilità e vita, coabitano con ciò che il Mare Padano ha lasciato in eredità, a partire dalle balene: ancora una saldatura con la realtà del Museo Paleontologico e con gli affioramenti di conchiglie fossili nei geositi. Il rosso ruggine, che segna alcuni lavori, rimanda “al ferro ossidato – spiega la pittrice – miscela calda e terrosa per alternare i colori caldi e freddi, creando contrasti dinamici”..
L’artista, figlia dell’illustratore e designer scomparso Alessandro Porta, ricorda che “da sempre, fin da bambina, considero il mondo dei fossili una realtà molto affascinante ed enigmatica in cui l’invisibile si fa poesia. La mostra a Palazzo del Michelerio vuole essere una conversazione poetica, attraverso il tempo, incentrata sui temi della memoria, delle origini, della femminilità e dell’ecologia. Ciò che propongo è un viaggio artistico tra storia, natura e bellezza”.
Fa da colonna sonora della mostra il brano musicale “Balene perdute nel tempo” appositamente composto da Gae Capitano e ispirato a una poesia della pittrice.
L’esposizione è promossa con il Distretto Paleontologico dell’Astigiano e del Monferrato, resterà aperta al pubblico fino al 28 settembre.
Il biglietto consente anche la visita alle collezioni del Museo.
