La mostra “Il riflesso di Leonardo. Sebastiano Ferrero e gli enigmi di un trittico rinascimentale” mette in luce gli importanti legami storici e artistici tra la collezione della Pinacoteca Albertina, la tavola leonardesca del Museo del Territorio Biellese, le tavole laterali conservate presso Palazzo La Marmora e la città di Biella.
Il progetto, approfondisce la storia di un trittico enigmatico che vede protagonista la copia coeva, su tavola e in scala naturale, della leonardesca "Vergine delle rocce" e i due pannelli laterali raffiguranti Sebastiano Ferrero e i suoi figli, illustri committenti e protagonisti del Rinascimento piemontese e lombardo.
Le sale 11 e 12 della Pinacoteca Albertina sono interamente dedicate alle complesse vicende storico-artistiche delle tavole dipinte, le cui letture si arricchiscono anche grazie al confronto diretto con alcune opere della collezione della Pinacoteca Albertina: questo confronto offre spunti per nuove interpretazioni e suggestioni. Ne sono esempio alcuni dei celebri “cartoni gaudenziani”, che ben dialogano nel riflesso di Leonardo. Donati alla Pinacoteca da Carlo Alberto di Savoia nel 1832, i cartoni sono il risultato di un lungo e articolato lavoro di bottega, sviluppatosi nel tempo fra Gaudenzio Ferrari, Gerolamo Giovenone e Bernardino Lanino nel vercellese e rivelano legami con la committenza della famiglia dei Ferrero nel XVI secolo.
Secondo gli studi sino ad ora condotti, proprio il potente generale delle finanze Sebastiano Ferrero potrebbe essere il committente della "Vergine delle rocce" biellese. È noto, infatti, un documento redatto nel 1508 che affida la realizzazione di una copia della tavola di Leonardo a Giovanni Ambrogio de Predis, artista vicinissimo al maestro che ebbe ruolo attivo anche nella realizzazione dell’originale. In quel frangente storico va cercata probabilmente anche l’origine della committenza della copia di Biella, la cui datazione e attribuzione sono state per lungo tempo dibattute.
È Francesco Alberti La Marmora, custode attento e appassionato di un variegato patrimonio storico artistico, a ricordarci la storia dell’attribuzione al pittore Bernardino dei Conti dei tre elementi che costituiscono questo trittico.
Grazie a una campagna diagnostica promossa da Banca Patrimoni Sella & C. che utilizza le più recenti tecnologie di indagine scientifica, questa esperienza consente di presentare al pubblico e agli studiosi gli ultimi risultati delle analisi condotte sulla "Vergine" biellese.
