La mostra presenta una selezione di trenta ritratti di Philippe Halsman, tra i più importanti fotografi del Novecento, accompagnati da testi che ricostruiscono incontri e relazioni con i protagonisti immortalati.
Curato da Suleima Autore e Alessandra Mauro, il percorso della mostra è realizzato in collaborazione con Contrasto e il Philippe Halsman Archive e offre uno sguardo sul rapporto tra fotografo, soggetto e costruzione dell’immagine.
Nel 1943 Philippe Halsman aprì il proprio studio nella 67ª Strada Ovest di Manhattan, New York, dove visse e lavorò per il resto della sua vita. Anche quando i diversi incarichi lo portarono ad allontanarsi temporaneamente dal ritratto, fu in questo ambito che Halsman continuò a esprimere al meglio la sua ricerca: un’attenzione profonda al soggetto, una spiccata sensibilità e una naturale propensione all’analisi psicologica che rendono ogni immagine unica per originalità e forza.
A raccontare il suo rapporto con l’arte del ritratto sono le parole con cui aprì uno dei suoi libri più noti, "Sight and Insight" (1972): “Se la fotografia di un essere umano non mostra una profonda intuizione psicologica, non è un vero ritratto, ma una somiglianza vuota. Pertanto, il mio obiettivo principale nella ritrattistica non è né la composizione, né il gioco di luci, né mostrare il soggetto davanti a una nuova immagine visiva. Tutti questi elementi possono rendere un’immagine vuota visivamente interessante, ma per essere un ritratto la fotografia deve catturare l’essenza del soggetto”.
L’iniziativa è voluta e promossa dall’Associazione Giulia Falletti di Barolo ed è frutto della sinergia con la Città di Cherasco.
Ingresso libero.
Immagine: particolare della fotografia "Il regista Alfred Hitchcock sul set del film Gli uccelli", 1962 © Philippe Halsman Archive 2026
