“Paolo Conte. Original” è la prima mostra interamente dedicata all’attività pittorica del celebre cantautore astigiano.
Poeta della musica, musicista compositore, lirico e ironico sperimentatore del visivo: Paolo Conte è uno dei più grandi e amati artisti del nostro tempo, protagonista della storia della canzone, acclamato e desiderato dai più prestigiosi palcoscenici internazionali, dal Blue Note di New York alla Philharmonie Berlin, dall’Olympia di Parigi al Teatro alla Scala di Milano.
C’è, alla base del suo processo creativo, che si tratti della sua musica o dei versi delle sue canzoni o dei suoi disegni, un aspetto fondamentale e immediatamente riconoscibile: il suo stile unico, inconfondibile, fedele solo a se stesso.
In questa direzione si muove “Paolo Conte Original”, la più vasta mostra mai presentata in Italia e all’estero su Paolo Conte pittore; 143 lavori, rigorosamente su carta, realizzati da Paolo Conte in un arco di tempo di quasi settant’anni: dal 1957 fino al 2023, anno dell’invito a esporre le sue opere alla Galleria degli Uffizi.
Il nucleo centrale della mostra è costituito da un gruppo di lavori mai esposti e da un’attenta selezione di tavole (fra le oltre 1800) tratte da "Razmataz", l’opera interamente scritta, musicata e disegnata da Paolo Conte; un’opera straordinaria, temeraria, ambientata nella Parigi vitale e autunnale degli anni Venti, che celebra, dietro la misteriosa scomparsa di una ballerina, l’attesa e l’arrivo nella vecchia Europa della giovane musica americana, il jazz. "Razmataz" svela pienamente la grande capacità di Paolo Conte di fissare sulla carta personaggi e atmosfere, in cui ravvisare quella libertà formale di cui si è nutrita l’arte del Novecento, in particolare quella dei primi due decenni del secolo, così carichi di avanguardia.
Nelle opere in mostra Paolo Conte spazia tra soggetti e stili diversi, affascinato sia dal disegno sia dal colore; è un “novecentista”, nel senso più puro del termine, non solo, dunque, per questioni di tecnica, ma per una “soggettività” che gli appartiene nel profondo: nei suoi lavori, anche la realtà più oggettiva si carica, ogni volta, di esotismo, di allusività, risuona di una bellezza immaginifica, potente, jazzata e ironica.
