La mostra retrospettiva riunisce circa ottanta opere di un noto pittore torinese, maestro nel paesaggio, nella veduta e nelle scene di vita popolare: Giulio Boetto (1894-1967).
Formatosi all'Accademia Albertina di Torino, Giulio Boetto si fece conoscere a livello nazionale, partecipando a diverse edizioni della Biennale di Venezia ed esponendo in varie importanti città italiane.
L'artista torinese continuò la tradizione del Verismo dell'Ottocento secondo una declinazione personale, con un tono affettuoso e delicato: in particolare, seppe rendere con l'attenzione quasi di un etnologo la vita del Piemonte di campagna.
Si legò in particolare al territorio del Saluzzese e del Monviso: qui indagò non solo il paesaggio, ma anche usi e costumi popolari di questi luoghi.
I tre nuclei principali della mostra sono dedicati:
- ai paesaggi,
- all'"Umanità in scena" con scene di lavoro e vivaci mercati ricchi di figure
- e all'attività di Giulio Boetto caricaturista e di ritrattista.
L'esposizione è a cura di Angelo Mistrangelo e Ivana Mulatero.
L'allestimento è arricchito dagli interventi di Giosuè Boetto Cohen e Marco Robino – Ensemble Architorti, tra narrazione storica dell'artista e suggestioni musicali.
Visitare l'esposizione è inoltre un'occasione per conoscere le collezioni e gli ambienti del Museo civico Luigi Mallé: una casa museo dove sono allestite le raccolte d'arte dell'insigne storico e critico Luigi Mallé (Torino 1920 – 1979) che fu direttore dei Musei Civici di Torino dal 1966 al 1973.
