L’esposizione, a cura di Marianna Cappia. ripercorre l’evoluzione dell’artista contemporaneo Gianni Cella dagli anni Settanta a oggi.
La mostra a Palazzo Parasi non si limita alla nota estetica giocosa e colorata associata agli anni Ottanta, ma si propone di superare la tradizionale sovrapposizione tra Cella e il collettivo di artisti del trio Plumcake. L'esposizione vuole invece restituire l'originalità del percorso di questo pittore e scultore, nato a Pavia nel 1953. Le sue opere in vetroresina, immediate e al tempo stesso enigmatiche, rivelano una profondità che sfida l’interpretazione univoca. Il percorso della mostra, attraverso opere storiche e lavori più recenti, rende evidente come Gianni Cella abbia portato delicatezza, progettualità e profondità emotiva all’interno di un immaginario popolare e scherzoso, rendendo la sua produzione una testimonianza originale e personale del contemporaneo.
Sempre a Cannobio, da venerdì 27 marzo a domenica 25 ottobre, si può visitare Mostra diffusa nella città: "Palloni gonfiati", anch'essa a cura di Marianna Cappia. L’esposizione presenta una serie di grandi sculture umanoidi dalla testa volutamente sproporzionata, forma ironica e tridimensionale di un detto popolare che l’artista trasforma in immagine: il pallone gonfiato. Attraverso colori vivaci, volumi morbidi e una leggerezza solo apparente, Gianni Cella riflette sui meccanismi del potere e sulle figure che, nel mondo contemporaneo, si lasciano gonfiare dal proprio ruolo. Le opere, già apprezzate dal pubblico in occasione della mostra tenutasi presso i giardini della stazione di Novara e successivamente presso la sede dell’università Bocconi, tornano ora nello spazio urbano: dialogano con il paesaggio e i passanti, invitandoli a un incontro diretto, immediato e giocoso con l’arte. La mostra intende trasformare il percorso cittadino in un’occasione di scoperta, avvicinando visitatori e abitanti alla poetica visionaria e irriverente di Gianni Cella.
