Il Museo Leone celebra con una mostra documentaria Amedeo Avogadro, nel 250° anniversario della nascita di questo grande scienziato vercellese. L’evento fa parte delle celebrazioni cittadine promosse dall’Università del Piemonte Orientale e dal Comune di Vercelli.
La mostra, curata da Luca Brusotto e Riccardo Rossi, approfondisce la figura del celebre fisico e chimico vissuto fra il 1776 e il 1856, conosciuto in tutto il mondo per:
- l'enunciazione della legge sui gas, nota come Legge di Avogadro,
- e per la costante chimica fondamentale che porta il suo nome, detta Numero di Avogadro; questa scoperta ha rivoluzionato la fisica e la chimica, definendo per la prima volta il concetto di mole e distinguendo gli atomi dalle molecole.
Gran parte dei testi scientifici rari esposti appartiene al professor Giovanni Ferraris, Presidente onorario della Società Storica Vercellese (che collabora all’evento), accademico dei Lincei ed esimio cattedratico di Cristallografia presso l'Università di Torino. Le opere della sua collezione privata ricostruiscono la memorabile carriera accademica di Avogadro. In particolare, i volumi testimoniano la sua cattedra a Torino e i suoi storici legami didattici con il territorio vercellese, dove insegnò fisica dal 1809 presso il locale Reale Collegio.
I documenti d'archivio, le stampe e gli oggetti provenienti dalle collezioni del Museo Leone delineano invece il quadro storico locale a cavallo tra Sette e Ottocento.
Il percorso espositivo racconta i turbolenti mutamenti geopolitici dell'epoca in cui visse Avogadro: dal momento napoleonico legato al Dipartimento della Sesia alla successiva Restaurazione sabauda, fino al regno di Carlo Alberto e al magistero spirituale e cittadino del Vescovo d'Angennes.
Questa mostra piccola espone, però, rarità mai viste come:
- i libri autografati dallo stesso Avogadro
- e la preziosissima bandiera (è l’unica esistente) che fu ricamata dalla Guardia d’Onore di Vercelli in occasione dell’arrivo di Napoleone Bonaparte a Vercelli nel 1800 quando, vincitore a Marengo, pose il suo quartier generale in città.
Un focus speciale è infine dedicato, a cura degli eredi della famiglia Bagliani, al professor Luigi Borasio. Nel 1956, Borasio (allora stimato tecnico della Stazione Sperimentale di Risicoltura di Vercelli) fu l'anima e il promotore delle celebrazioni vercellesi per il primo centenario della morte di Avogadro. In mostra si può ammirare la medaglia commemorativa in bronzo che Borasio stesso fece realizzare per quell'occasione, affiancata da rari documenti d'epoca che ricordano quel momento storico.
Ingresso libero.
Inaugurazione, a ingresso libero, venerdì 12 giugno, alle ore 17.30 con:
- intervento di apertura del presidente del Museo Leone, professor Gianni Mentigazzi
- brevi contributi scientifici e ricordi del professor Giovanni Ferraris e del dottor Massimo Bagliani, che interviene a nome della famiglia per illustrare la sezione dedicata alla medaglia commemorativa.
Nell’ambito della mostra, domenica 21 di giugno alle ore 17.30, presso il Cortile di Casa Alciati che fa parte del Museo Leone, si tiene anche una rappresentazione dal titolo “Amedeo Avogadro. Uno scienziato sabaudo nel cuore dell’Europa", a cura di Roberto Sbaratto e dell’Associazione Culturale Il Porto.
