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A VERCELLI, TRA ELEGANTI PIAZZE E IMPONENTI TORRI

Fondata dai celti e colonizzata dai romani, oggi Vercelli è un centro agricolo importante del Nord d'Italia, soprattutto per il commercio del riso.

Anche dal punto di vista turistico e culturale, Vercelli è una città che possiede dei musei davvero molto belli, delle chiese affascinanti, palazzi storici di tutto rispetto e un centro storico elegante e animato.

Arrivando dalla stazione, il modo più comodo per visitare la città, si trova subito un piccolo giardino dove è collocata una Statua in ricordo alle Mondine, le lavoratrici stagionali che qui in passato, durante l’estate, venivano per lavorare nelle risaie, come ci ricorda anche lo splendido film "Riso amaro" di De Santis con Silvana Mangano.

Oltrepassati i giardini, in pochi minuti ci troviamo di fronte alla maestosa Basilica di Sant’Andrea. Nobile mescolanza di stile gotico e di stile romanico, la basilica dedicata a Sant’Andrea, edificata a partire dal 1219, lascia senza fiato.

L’interno è sublime, un ambiente dai volumi ariosi e slanciati, diviso in tre navate da massicci pilastri a fascio che sostengono gli archi.

Finito di visitare questa bellissima chiesa è d’obbligo fermarsi nel grandioso chiostro ad archi a tutto sesto sostenuti da doppie coppie di sottili colonne. Avendo un po' di tempo è consigliabile visitare anche la sala capitolare quattrocentesca, dove si trovano degli affreschi interessanti.

Finita la visita, il nostro consiglio è quello di dirigerci nel cuore del centro storico, nella bellissima Piazza Cavour, sorta sul luogo dove forse un tempo vi era l’antico foro romano.

Dominata dall’alta Torre dell’Angelo, di cui circola da secoli una curiosa leggenda, la piazza venne intitolata al Conte Camillo Benso di Cavour perché fu lui a realizzazione il Canale Cavour, condotto che permise in passato una miglioria nella coltivazione del riso nel Nord Italia.

La statua del Conte si trova al centro della piazza: egli viene rappresentato mentre espone il suo concetto intorno all’ordinamento del Regno d’Italia. Ai suoi piedi ci sono due statue allegoriche realizzate da Giuseppe Argenti che delineano una l’Agricoltura, con in in mano i frutti della terra, e l’altra il Commercio, che auspica il libero mercato.

Dietro Piazza Cavour troviamo il Broletto, chiamato anche Piazza dei Pesci, perché proprio qui un tempo si svolgeva il mercato ittico. Di assetto medioevale è il luogo dove i vercellesi si incontrano per un aperitivo pomeridiano. Dal centro della piazza si scorge la Torre del Broletto che, oltre ad essere la più antica torre di Vercelli, e la più alta tra le torri gentilizie, è associata a una curiosa leggenda.

Passeggiando per il centro della città si noteranno le tante torri presenti su alcuni palazzi, tanto da classificare Vercelli come "città turrita"come quella di Palazzo Tizzoni o di Palazzo San Marco. Tra questi, di certo degno di nota è Casa Centoris al n. 204 di corso Libertà.

Poco lontano, incontriamo il Museo Borgogna. La pinacoteca è la seconda per importanza di tutto il Piemonte, espone poco meno di un migliaio di opere, ma tutte di gran fascino a tema sacro del Quattro-Cinquecento piemontese.

In Via Foà, dove un tempo sorgeva il ghetto di Vercelli, si trova la Sinagoga, con la sua grande facciata in pietra arenaria bianche e azzurre, abbellita da merlature e torrette con cupole a cipolla che danno un tocco quasi esotico.

La presenza di una comunità ebraica in città è documentata da metà Quattrocento, ma è soltanto con l’emancipazione degli Ebrei sancita da Carlo Alberto nel 1848 che si richiese la costruzione di un Tempio.

Continuando la passeggiata, e dirigendovi verso il Duomo, incontrerete il Castello Visconteo. Costruito nel Duecento a pianta quadrata, oggi è diventato sede del Palazzo di Giustizia.

L’imponente Duomo , dedicato a Sant’Eusebio, primo vescovo del Piemonte e patrono della città, è il principale luogo di culto di Vercelli e sorge nei pressi del posto in cui è stato sepolto Sant’Eusebio. Qui si trova anche una curiosa statua della Madonna con il Bambino, che porta sulla guancia uno sfregio e per questo è stata battezzata come la Madonna dello schiaffo.

Nel suo ampio e luminoso interno sono custodite anche diverse opere d’arte tra cui spicca il monumentale crocifisso posto davanti all’altare. Realizzato nell’anno Mille per volere del vescovo Leone, si tratta di una croce in legno ricoperta da una sottile lamina d’argento sbalzato e oro. Nei pressi del Duomo si trova anche il Museo del Tesoro del Duomo.

Un altro edificio interessante è L’Arca, ovvero, l’ex chiesa di San Marco, oggi spazio espositivo d’arte contemporanea.

Davanti al Comune invece si trova una curiosa targa, che documenta le conquiste sindacali delle mondine. Il 1 giugno del 1906 venne stabilito che la giornata di lavoro avrebbe dovuto essere di otto ore. Vercelli viene oggi chiamata “La città delle otto ore” per questo traguardo delle 8 ore lavorative.

Altre chiese degne di nota sono: la Chiesa di San Cristoforo e la Chiesa San Paolo

Prima di lasciare la città, una tappa è quasi d’obbligo fermarsi in una pasticceria storica, o ad assaggiare i buoni bicciolani, i biscotti tipici di Vercelli alle spezie; oppure assaggiare la deliziosa torta tartufata.

Nella storica pasticceria Follis, per esempio, in corso Libertà 164, dal 1904 preparano sempre la stessa ricetta di questi deliziosi biscotti. Mentre per la torta, il nostro consiglio, è quello di recarvi nella storica pasticceria di Piazza Cavour, pasticceria Taverna & Tarnuzzer, che da 130 anni delizia il palato dei vercellesi.

 

Testo e immagini @alessandra.corra

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