Episodi del barocco

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Torino (To)

 La Reggia di Venaria
La Reggia di Venaria

Il Barocco piemontese meraviglia il visitatore con i suoi monumenti sobri, discreti ed equilibrati all’esterno e viceversa ricchissimi all’interno, con i suoi arredi di eccezionale maestria esecutiva e grande inventiva, con la scenograficità teatrale di certe composizioni architettoniche, con la magnificenza di percorsi accuratamente progettati. Seguendo le sue tracce disseminate su tutto il territorio regionale, moltissimi percorsi si offrono alla visita: dai tesori barocchi dei Sacri Monti, alle prestigiose residenze sabaude, dalle piazze interamente progettate come grandiose quinte teatrali, agli edifici di culto che impreziosiscono ogni centro, ad alcuni degli edifici storici più significativi della regione, non di rado espressione del potere della dinastia regnate. Uno stretto legame, infatti, coniuga l’ascesa sabauda, la scelta di Torino e l’invenzione della capitale con quello straordinario fenomeno totalizzante che è il Barocco. Al fasto della corte, al suo modo di celebrarsi, al complesso cerimoniale venatorio, al più tardo loisir sovrano si lega il sistema delle residenze reali, un complesso eccezionale, a corona attorno alla capitale, poi espanso anche in altre aree della regione, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Tra queste residenze spicca per il prestigioso disegno iniziale (Filippo Juvarra) e per la felicità di inserimento territoriale, la Palazzina di Caccia di Stupinigi, a pochi chilometri dal capoluogo piemontese, con il suo sistema di cascine a definire il vialone di connessione con la capitale, l’esedra del borgo progettato, a definire una delle più eleganti dimore di caccia dell’intero panorama europeo del Settecento. Due gioielli del barocco impreziosiscono il centro storico di Torino: la Cappella della Sindone, progettata da Guarino Guarini per custodire la massima reliquia della cristianità (il Santo Sudario), di proprietà sabauda e il Santuario della Consolata, centro di devozione e oggetto degli interventi di tutti i principali architetti ducali e regi (tra cui lo stesso Guarini e Juvarra). Uno splendido colpo d’occhio sulla città si può godere dalla Basilica di Superga, santuario barocco progettato da Juvarra, con annesso monastero, che custodisce, in un grandioso mausoleo dinastico, gran parte delle tombe di casa Savoia. Abbandonata la capitale, tuttavia si riconosce forse il barocco più interessante, quello delle parrocchiali della provincia, opere eccezionali affidate ad architetti di notevole competenza, tra cui spiccano il monregale Francesco Gallo, gli ingegneri militari e architetti della famiglia Bertola, Michelangelo Garove o Benedetto Alfieri, solo per citare i più noti. Se il grandioso Santuario di Vicoforte  ancora appartiene alla diretta committenza ducale prima e poi regia, non mancano esempi di notevole virtuosismo riconducibili viceversa alla committenza vescovile, parrocchiale e delle confraternite (per esempio l’ospedale di Santa Croce a Cuneo con la sua chiesa) o degli ordini monastici, esemplificata dalla fortunata serie delle chiese di Santa Chiara (Bra, Vercelli e la stessa Torino) commissionate dalle Clarisse a Bernardo Antonio Vittone, altro straordinario interprete del Barocco.

Data ultimo aggiornamento: 16/03/2010

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