Castello Reale di Valcasotto (Garessio)

Chiuso per restauro

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Località Casotto - Garessio (Cn)

Castello Reale di Valcasotto
Castello Reale di Valcasotto

L’antica certosa, fondata nel XII secolo nell’alta Val di Tanaro, in un luogo isolato adatto alla preghiera e alla meditazione, era composta da due nuclei (superiore, con chiesa e foresteria; inferiore, o correria, con grange ed edifici di servizio); in seguito a una serie di incendi e interventi di ricostruzione la chiesa principale viene infine trasformata a opera dell'architetto Bernardo Vittone, che progetta la grande cupola e la facciata in pietra verde. La soppressione degli ordini religiosi in epoca napoleonica porta alla dismissione della proprietà ecclesiastica, acquistata dal re Carlo Alberto nel 1837, con lo scopo di trasformarla in castello di caccia e residenza estiva. L'intervento dell'architetto Carlo Sada sulla chiesa certosina, destinata a cappella reale, ridisegnata secondo una pianta centrale, cancella ogni traccia dell’apparato decorativo di epoca vittoniana. Utilizzato come riserva venatoria soprattutto da Vittorio Emanuele II, il castello di Valcasotto contrappone all’originaria monumentalità degli esterni e della chiesa il rigore e la semplicità degli interni, arredati in modo sobrio, con un gusto quasi borghese, che sottolinea l'uso privato degli appartamenti. L'edificio, oggi in fase di restauro, fa parte di un comprensorio turistico che collega le valli di Pamparato e Mondovì alle stazioni termali di Lurisia e di Vinadio.

Data ultimo aggiornamento: 10/12/2013