I “green” del Piemonte

Agrate Conturbia, Asti, Biella, Fiano, Fubine, Sestriere, Venaria Reale

Sestriere (To)


Chi gioca a golf campa mediamente cinque anni di più. Non è uno spot ma il risultato di uno studio scientifico svedese che certifica come i golfisti che passano quattro cinque ore all'aria aperta, camminando a passo veloce per circa 7 chilometri, siano più longevi. Un tempo sport superelitario, il golf è oggi una delle carte che il Piemonte vuole giocare per valorizzare la sua immagine turistica.
Nella classifica della rivista “Il Mondo del Golf”, il Piemonte è in ottima posizione, tanto che negli ultimi anni tra i dieci migliori campi italiani, quattro sono piemontesi. Non è un caso che nel maggio 2009 si sia dispuoi al Royal Park Golf & Country Club l’Open d’Italia. Circondato dalle Alpi e immerso nel Parco Regionale della Mandria, il Royal Park si trova a pochi passi dalla Reggia di Venaria Reale, la più grande delle residenze sabaude, a una decina di chilometri dall'aeroporto e a soli quindici chilometri dal centro di Torino. Progettato da Robert Trent Jones negli anni Settanta, ha recentemente guadagnato 18 nuove buche “firmate” da Michael Hurdzan, architetto di fama mondiale. Ai primi posti della classifica vi è anche il Circolo Golf Torino – La Mandria, costruito nel 1956 nella suggestiva cornice del Parco de "La Mandria". John Morrison ha creato le prime diciotto buche e, negli anni successivi, grazie ai progetti dello Studio Harris e degli architetti Marco Croze e Graham Cooke, il campo viene portato a ventisette buche e poi alle attuali trentasei.
Anche il Golf Club Le Betulle di Biella fa parte della “top ten”. Il tracciato, composto, da 18 buche, si snoda tra boschi di betulle e faggeti e dalla n° 16 si può ammirare lo spettacolare panorama delle Prealpi. Il novarese non è da meno con il Castelconturbia Golf: 27 buche tra alberi secolari, laghetti e ondulazioni del terreno, con lo splendido sfondo del massiccio del Monte Rosa. E’ invece a quota 2000 lo splendido campo da golf di "Sestrieres". Realizzato negli anni Trenta, ha visto confrontarsi i più famosi professionisti italiani e stranieri come nell’Open giocato nel 1936 in cui il famoso campione Henry Cotton, si aggiudica la vittoria. Dalle vette alle colline dell’astigiano, patria dello spumante, il moderno Feudo d’Asti propone un percorso di 18 buche. Riconoscimenti importanti anche per l’alessandrino Golf Club Margara.

Data ultimo aggiornamento: 20/04/2010

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