Sacra di San Michele (Sant'Ambrogio di Torino)

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Sacra di San Michele
Sacra di San Michele

L’abbazia benedettina di San Michele della Chiusa viene fondata dall’aristocratico alverniate Ugo di Montboissier tra il 983 e il 987, a dominare la vetta del monte Pirchiriano, ossia della stretta (chiusa) di presidio dello sbocco della valle di Susa sulla pianura torinese. Arroccata sul monte, realizzata con cantiere ininterrotto tra la fine del X e la metà del XIII secolo, l’abbazia è luogo di passaggio di personaggi di altissimo lignaggio. Celebri maestranze anche di area padana lavorano alla complessa architettura e ai ricchissimi cicli decorativi (nello stipite del Portale dello Zodico, cui si perviene dopo una specie di cammino "ascensionale" per un totale di 243 scalini, si trova la firma di un Nicolò attestato in diverse cattedrali padane). Giunti in cima all’ascesa si gode di uno scenario unico: le vette alpine che incorniciano la valle offrono uno spettacolo naturale indimenticabile. La struttura architettonica dell’abbazia è alquanto particolare, risentendo delle successive campagne di edificazione, e rimane incompiuta. Per interessamento diretto di Carlo Alberto, nel 1835, alla Sacra si insedia una comunità legata ad Antonio Rosmini, in una fase di profonda attenzione sabauda, che la voleva come monumento dinastico. Ne derivano i consistenti interventi di restauro di Ernesto Melano, Arborio Mella e Alfredo d’Andrade (dal 1888), autore di spettacolari integrazioni e nuovi inserimenti, quali gli incredibili archi rampanti. La Sacra di San Michele è teatro di molte iniziative culturali ma, soprattutto, è un luogo che non ha mai smesso il suo ruolo di ospitalità.

Data ultimo aggiornamento: 28/10/2010