Mondovì

Particolare della volta nella Chiesa della Missione
Particolare della volta nella Chiesa della Missione

Mondovì (ab. 22.473) è la quinta città della provincia per numero di abitanti dopo Cuneo, Alba, Bra e Fossano. Situata sulle prime propaggini delle Alpi Marittime, è una cittadina caratterizzata da un’organizzazione urbana policentrica. La parte alta, detta Piazza, posta sulla collina (559 m s.l.m.), e la parte bassa conosciuta come Breo (m 395) connotano, anche funzionalmente, la stratificata articolazione .
Mondovì Piazza, già Monte Regale (da cui il nome dei suoi abitanti), a dominio della valle dell’Ellero e della pianura, costituisce l’antico centro cittadino e comunale, sede dei complessi religiosi, di rappresentanza e delle scuole. Le sottostanti Breo, Pian della Valle, Borgato e Altipiano, lungo il torrente Ellero, rappresentano oggi delle aree cittadine destinate alla vita commerciale, già luogo prescelto tra Settecento e Ottocento per la localizzazione delle attività manifatturiere e delle fabbriche.
Fondata nel 1198, sulla collina di Piazza dagli abitanti di Carassone, Vasco e Vico (ora Vicoforte), ribellatisi al vescovo di Asti, ottenne il riconoscimento dell’autonomia comunale nel 1290.
Passata nel 1418 ai Savoia crebbe fino a divenire nel XVI secolo la città più popolosa del Piemonte: qui fu pubblicato il primo libro stampato in Piemonte (1472) e fu sede dell'Università piemontese dal 1560 al 1566. Nel 1537 fu occupata dai francesi e con alterne vicende rimase nelle loro mani fino al 1559. Mondovì fu sede, dal XVI secolo fino alla Seconda guerra mondiale, di una piccola ma fiorente comunità ebraica, a testimonianza della quale rimane riconoscibile l'area del vecchio ghetto con la sinagoga settecentesca e il cimitero a Mondovì-Breo.
Occupata nel 1796 dalle truppe napoleoniche, tornò ai Savoia nel 1814.
Per ovviare alle difficoltà di collegamento tra la parte alta e quella bassa, nel 1880 venne costruita una funicolare, sulla scia di quelle costruite a Torino verso Superga. Funzionante inizialmente a contrappeso d'acqua, quindi a vapore e infine con motore elettrico, la funicolare è stata chiusa nel 1976. Dopo un accurato lavoro di ripristino è stata ricostruita e inaugurata il 16 dicembre del 2006.
Con la localizzazione della nuova stazione ferroviaria sull'altipiano, la città ha visto spostare il proprio baricentro industriale e residenziale verso i nuovi quartieri Altipiano e Ferrone.
Sebbene risulti divisa in due parti, rappresenta un unico sistema, dove il contesto urbano, di alto interesse ambientale, facilita la comprensione del valore dei singoli edifici, nonché la lettura d’insieme della città. Il cuore della struttura urbana della parte collinare è piazza Maggiore con suoi portici. Fra gli edifici presenti a Piazza, ricchi di storia e di preziosi elementi artistici, meritano di essere ricordati la chiesa della Missione con la sua facciata barocca, la chiesa della Misericordia, il palazzo del Governatore, l’antico palazzo di Giustizia, il palazzo dei Bressani con la facciata gotica in cotto e la tipica merlatura a coda di rondine, la cattedrale di San Donato, capolavoro dell’architetto Francesco Gallo, la cui impronta è visibile anche nella maestosa cupola ellittica del Santuario di Vicoforte. Dal fascino del passato si può proseguire verso il Belvedere, spianata a giardino, dominato dalla Torre Civica, che offre una impareggiabile vista panoramica sulla pianura e sulla cerchia delle Alpi.
Arteria principale della sottostante Breo è corso Statuto che per un lungo tratto alberato fiancheggia il torrente Ellero. Si segnala la presenza di rilevanti emergenze architettoniche quali: la chiesa parrocchiale di Santi Pietro e Paolo, eretta nel 1489 e profondamente rimaneggiata nel XVII secolo, che costituisce un esempio di sapiente modulazione delle superfici in piani e rilievi, e la chiesa di San Filippo, eretta nel 1734-57 da Francesco Gallo del quale è anche il disegno dell’annesso convento terminato nel 1796 da Bernardo Vittone.
Nella città di Mondovì la tradizione della ceramica inizia nell’Ottocento: le abili mani dei ceramisti dipingono stoviglie e oggetti vari con colori vivaci e soggetti semplici (fiori, uccelli, paesaggi) come il gallo, diventato nel tempo il simbolo della ceramica monregalese. Oggi questa tradizione prosegue nell’attività di varie botteghe artigiane situate soprattutto nell’antico nucleo di Piazza.
La città sta attualmente attraversando un momento cruciale di profondo rinnovamento sociale e di impetuosità economica, grazie soprattutto alla costruzione del parco commerciale più vasto d'Europa, denominato “Mondovicino”, facilmente raggiungibile da tutto il Nord Italia e dal Sud Est della Francia.

Informazioni
Corso Statuto, 15 - 12084 Mondovì (Cn)
Tel.: +39.0174 40389 - Fax: +39.0174 567929
E-mail: turistico@comune.mondovi.cn.it
www.comune.mondovi.cn.it

Data ultimo aggiornamento: 21/12/2009

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