Biella

Via Battistero, 4 - 13900 Biella
Tel. +39.015.35071 - Fax: +39.015.3507508
PEC: protocollo.comunebiella@pec.it
www.comune.biella.it

Biella
Biella

Collocata allo sbocco delle vallate dei torrenti Elvo, Oropa e Cervo, Biella è composta da due nuclei urbani distinti, conseguenza della sua evoluzione storica: il Piazzo, la parte alta della città, e il Piano, sulla riva destra del Cervo, l’area che nel tempo ha subito le maggiori trasformazioni urbanistiche. Le due parti, dal 1885, sono anche collegate da una panoramica funicolare. Nella seconda metà dell’Ottocento entrata nell’orbita amministrativa di Novara e poi di Vercelli, solo dal 1996 Biella è tornata a essere capoluogo di provincia.
Di origini molto antiche - insediamento di popolazioni liguri, celtiche, a cui si sostituirono più tardi i romani - diventa un importante centro politico e religioso a partire dall’XI secolo, quando assume l’aspetto di un vero e proprio borgo. A metà del secolo successivo viene sancita la nascita del Piazzo, sede dell’autorità civile, delle famiglie nobili, e degli artigiani, separato dal Piano, cresciuto attorno alla residenza vescovile. Dopo un secolo di lotte fra le più importanti famiglie patrizie, all’inizio del Quattrocento, Biella entra a far parte dei domini dei Savoia. Ancora terreno di scontro con i Visconti di Milano, prima, e occupata dai Francesi sino alla pace di Cateau-Cambrésis (1559), la città vedrà finalmente un periodo di crescita economica, dovuta soprattutto alle concessioni fatte dai Savoia per favorire l’insediamento di nuovi telai per la produzione di stoffe. Il commercio e la lavorazione della lana assumeranno nel tempo una sempre maggiore importanza per lo sviluppo di tutta l’area del circondario. Nella prima metà dell’Ottocento viene avviato un processo di profonda trasformazione delle manifatture, con l’impiego crescente delle innovazioni tecnologiche, al passo con le più moderne realtà europee. Figura centrale in questi anni è quella dell’imprenditore Pietro Sella, che introduce, per ottimizzare la produzione, le prime macchine per la filatura e i telai meccanici per la tessitura. Biella è diventata, così, una delle "capitali" del settore tessile e laniero, di rinomanza internazionale, al centro di un distretto industriale che comprende la Valle Strona e la Valle Sessera.
Tra le testimonianze storico-artistiche si segnalano la Cattedrale di Santo Stefano, edificata nel 1402, ma con facciata neogotica, e l’imponente campanile romanico articolato su otto piani; il Battistero, uno degli edifici romanici di maggiore valore del Piemonte (XI-XII secolo); il chiostro rinascimentale dell’ex-convento di San Sebastiano, oggi sede del Museo del Territorio. Sul Piazzo le antiche dimore signorili: il quattrocentesco Palazzo Scaglia, Palazzo Cisterna, Palazzo Ferrero della Marmora, Palazzo Ferrero di Masserano, ma anche le case medievali, con le fasce ornamentali in cotto, e i portici degli edifici di piazza Cisterna, centro politico dell’antico borgo.
Biella continua a essere una città moderna e intraprendente: sede di istituti per la formazione universitaria e professionale, ospita numerose biblioteche e centri di documentazione sul settore industriale e il movimento operaio, il Museo civico, l’Archivio di Stato, l’Istituto di fotografia alpina, nella Villa Vittorio Sella, vivaci associazioni e gallerie d’arte contemporanea, che ne fanno un capoluogo dal ricco patrimonio umano e culturale.


Una terra ricca di corsi d’acqua, bene esposta al sole, che presenta le condizioni ideali di umidità per la lavorazione della lana. Una tradizione antica - documentata dal XIV secolo, dagli Statuti dei tessitori e dei drappieri - che, nei secoli scorsi, con la meccanizzazione dell’industria tessile, ha fatto la fortuna dei suoi abitanti e degli intraprendenti imprenditori (fra i quali Zegna, Barbera, Loro Piana) che hanno scelto di puntare sulla qualità dei tessuti di pregio, spesso utilizzati dalle grandi sartorie e case di moda per le loro creazioni. Testimonianza di questo passato è il rilevante numero di siti, fabbriche e infrastrutture connessi all’attività nel settore, un patrimonio di archeologia industriale che si può conoscere percorrendo la strada che, attraverso boschi rigogliosi, va da Biella a Borgosesia: un itinerario alla scoperta della civiltà della lana, dai luoghi di lavorazione a quello che un tempo era il centro di raccolta, dove le greggi tornavano dai pascoli estivi e gli imprenditori andavano a comprare la materia prima. Se i contenitori offrono emozioni a sé, testimoniando un passato di lavoro, in più alcuni di essi sono stati riconvertiti in spazi espositivi e gallerie d’arte, come l’ex-lanificio Pria, la Fondazione Sella nel complesso di archeologia industriale Maurizio Sella, la Città dell’arte di Michelangelo Pistoletto nello stabilimento Trombetta, tutti a Biella.
La vitalità del settore tessile nel distretto è attestata dagli spacci delle aziende tuttora attive, dove acquistare morbidi capi eleganti o abbigliamento per l’uso sportivo.

Data ultimo aggiornamento: 14/01/2016